PRIMO SOCCORSO: CLASSIFICAZIONE AZIENDE GRUPPO A, B o C?

Classificazione delle aziende 

1. Le aziende ovvero le unita' produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attivita' svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, in tre gruppi.
Gruppo A:
I) Aziende o unita' produttive con attivita' industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attivita' minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
II) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilita' permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette
statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale;
III) Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura.
Gruppo B:aziende o unita' produttive con tre o piu' lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Gruppo C:aziende o unita' produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.                                            

 

AZIENDE

 
 

FORMAZIONE INIZIALE

 
 

AGGIORNAMENTO

 

Ogni 3 anni

 
 

GRUPPO A

 
 

16 ORE

 
 

6 ORE

 
 

GRUPPO B

 
 

12 ORE

 
 

4 ORE

 
 

GRUPPO C

 
 

12 ORE

 
 

4 ORE

 

 

 

sicurezzaDLQuando il Datore di Lavoro può svolgere lui stesso i compiti di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro? 

 

Il Testo Unico 81/08 stabilisce dei casi specifici in cui i compiti in materia SSL, compreso Primo Soccorso e prevenzione incendi ed evacuazione, possono essere svolti direttamente dal Datore di Lavoro (DL), cioè: 

1. Aziende artigiane e industriali (1) ...... fino a 30 lavoratori 

2. Aziende agricole e zootecniche ........ fino a 30 lavoratori

3. Aziende della pesca .......................... fino a 20 lavoratori 

4. Altre aziende ..................................... fino a 200 lavoratori 

(1) Escluse le aziende industriali di cui all’art. 1 del Decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del Decreto stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie, le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e cura sia pubbliche sia private.

Fanno eccezione

 a) le aziende industriali di cui all’articolo 2 del Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive

 modificazioni, soggette all’obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo Decreto;

 b) le centrali termoelettriche;

 c) gli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e

 successive modificazioni;

d) le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;

e) le aziende industriali con oltre 200 lavoratori;

f) le industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;

g) le strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.

Pertanto, in tali casi il DL non può svolgere i compiti in materia di Prevenzione e Protezione dei rischi.  

Infine, nuovi aggiornamenti della normativa pongono ulteriori limiti all’affidamento diretto di tali compiti al DL.                  

Infatti, il comma 1 bis dell’art. 34 D.lgs 81/08 precisa che solo in aziende o unità produttive  fino a 5 dipendenti  il Dl può   svolgere direttamente anche i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi ed evacuazione.

Facciamo un esempio:

Domanda: Sono il datore di lavoro di un’azienda agricola con 7 dipendenti, posso assumere direttamente i compiti in materia SSL, in Primo Soccorso e in prevenzione incendi ed evacuazione?

Risposta: In  tal caso, dato che l'azienda supera i 5 dipendenti il DL non può svolgere le funzioni di Primo Soccorso e Antincendio, mentre può svolgere i compiti in materia di Prevezione e Protezione dai Rischi.

 In tal caso, deve svolgere un percorso formativo con durata in base al livello di rischio aziendale:

-BASSO 16 ore

-MEDIO 32 ore

-ALTO 48 ore

 E’ previsto un aggiornamento ogni 5 anni.

 

 

LIVELLI DI RISCHIO AZIENDALE in base al D.lgs 81/08

 

Come si classificano le attività in base ai livelli di rischio?

Le azienda vengono classificate in base al livello di rischio.

Nell’allegato 1 dell’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 viene attuata la suddivisione delle attività ATECO distinte in 3 livelli di rischio: BASSO-MEDIO-ALTO. Di seguito sono indicate le macroaree delle attività raggruppate per livello di rischio.

Rischio BASSO

Commercio ingrosso e dettaglio; Attività Artigianali non assimilabili alle precedenti (carrozzerie, riparazione veicoli, lavanderie, parrucchieri, pianificatori, pasticceri, ecc.); Alberghi; Ristoranti; Assicurazioni; Immobiliari; Informatica Associazioni ricreative, culturali, sportive; Servizi Domestici; Organizzazioni Extraterritoriali.

Rischio MEDIO

Agricoltura; Pesca; Trasporti, magazzinaggi, comunicazioni; Assistenza sociale NON residenziale (85.32); Pubblica Amministrazione; Istruzione.

Rischio ALTO

Estrazione minerali; Altre Industrie Estrattive; Costruzioni; Industrie Alimentari ecc.; Tessili, Abbigliamento; Conciarie, Cuoio; Legno; Carta, Editoria, Stampa; Minerali non metalliferi; Produzione e lavorazione metalli; Fabbricazione macchine, apparecchi; Meccanici; Fabbricazione macchine, apparecchi elettrici, elettronici; Autoveicoli; Mobili; Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, acqua; Smaltimento rifiuti; Raffinerie – Trattamento combustibili nucleari; Industria chimica, fibre; Gomma, Plastica; Sanità; Assistenza sociale residenziale (85.31).

 

Sulla base di tale distinzione, le aziende sono tenute a rispettare un monte ore per la formazione aziendale, in ambito di Sicurezza sul lavoro, specifico e peculiare.  

 

PIANO DI EMERGENZAPIANO DI EMERGENZA AZIENDALE?

 

Secondo il D.Lgs 81/08 (art.18 comma 1 lett. t) il datore di lavoro è tenuto ad  adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. 

Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti. In modo più specifico è il D.M. 10 marzo 1998 (art.5 commi 1 e 2) a prevedere un apposito piano di emergenza. 

Tuttavia, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.

Fanno eccezione le attività soggette a controllo da parte dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco (a rilascio C.P.I.) come previsto dal D.P.R. 29/07/82, n. 577 (ad esempio: discoteche, teatri, grandi impianti industriali, oleodotti, ecc…).

 

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